Martedì sera di un giorno di sole, freddo e in cui il tramonto arriva presto, come capita d’autunno a Milano. Fuori dall’ufficio e prendiamo la metro, usciamo in Garibaldi e da li facciamo due passi fino a Eataly. Non per far spesa né per mangiare, ma per la presentazione di “Senza glutine, con amore” il primo libro di Giulia Leoni, anche nota come @lamenthapiperita, una delle prime e più note content creator che si occupano di un argomento che ci sta a cuore, a prescindere dalla stagionalità e dal resto.
Giulia, celiaca da quando ha 17 anni, ha trasformato la propria storia in una piattaforma di condivisione: ricette, consigli e immagini quotidiane. In questo libro, edito da Vallardi Editore, raccoglie oltre 100 ricette – semplici, genuine, accessibili – pensate non solo per chi deve evitare il glutine, ma per chiunque desideri scoprire che cucina senza glutine non significa rinuncia. Ma anche molto altro.
Tra le pagine e questa sera si, ha parlato della celiachia, dei momenti in cui la cucina senza glutine è sembrata una barriera, e di come ha trasformato quella barriera in un ponte per sé e per gli altri. Quel “con amore” del titolo non è uno slogan: è quello che traspare quando racconta come scegliere le farine, come preparare gli impasti, come invitare amici a tavola senza sentirsi ‘diversi’. Ma anche quando ha ripreso rapidamente le fasi della sua vita, è evidente di quanto l’amore sia stata l’arma più efficace per affrontare, con coraggio e con il sorriso, il suo percorso rispetto alla celiachia.
Una delle prime cose che si percepiscono sfogliando Senza glutine, con amore è la cura. Non una cura rigida o ossessiva, ma quella forma di attenzione che nasce solo da chi ha vissuto sulla propria pelle l’esigenza di mangiare bene senza rischi. Giulia accompagna il lettore dentro la cucina come farebbe un’amica esperta e amorevole: ti mostra cosa tenere nella dispensa, come scegliere le farine giuste, come riconoscere gli impasti che stanno “andando nella direzione corretta”. Non scrive mai come un tecnico, ma come qualcuno che vuole davvero farti riuscire un piatto.
Le ricette seguono il ritmo delle stagioni, perché per Giulia cucinare gluten free non significa costruire alternative artificiose, ma partire dalla materia prima e darle forma con strumenti diversi. L’effetto, leggendo, è quello di un percorso naturale: in primavera piatti freschi che profumano di casa; in autunno preparazioni più avvolgenti, che sanno di domeniche lente. La sensazione è che ogni ricetta sia stata cucinata molte volte prima di essere messa nel libro, aggiustata, ripensata, resa accessibile anche a chi non è abituato a maneggiare impasti senza glutine.
E poi c’è la parte più preziosa: l’approccio inclusivo. Giulia riesce a parlare a chi è celiaco, a chi è intollerante, ma anche a chi è semplicemente curioso di scoprire quanto la cucina gluten free possa essere sorprendentemente normale. Non c’è mai il tono del “ti spiego come si sopravvive”, ma quello del “ti porto a tavola con me”. È un invito alla convivialità che supera il limite alimentare e diventa un modo di stare insieme.
Sfogliando il libro, si avverte che ogni pagina è costruita con un equilibrio particolare: da un lato la competenza di chi sa come si rielabora una ricetta complessa; dall’altro la gentilezza di chi non vuole spaventare nessuno. È un libro che parla a chi ha bisogno di sicurezza e a chi cerca piacere, e riesce a far convivere entrambe le cose senza sforzo apparente. Semplicemente bellissimo e per questo ve lo consigliamo tanto!


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