Ci sono storie che parlano di celiachia senza partire dal cibo. Partono dalle persone, dai luoghi che abitano ogni giorno e dal modo in cui imparano a muoversi nel mondo.
Dalila Collarile, creator di @ilsenzaglutineamilano, è una di quelle voci che negli anni hanno trasformato un bisogno personale in un percorso.
In questa prima Storia senza Glutine, Dalila ci parla di crescita, di città che evolvono e di come il modo di vivere la celiachia possa cambiare nel tempo. Non solo di locali sicuri, ma di come si costruisce serenità attorno a una condizione che per anni è stata poco compresa e poco raccontata.
Partiamo da te: quando la celiachia è entrata nella tua vita e come l’hai trasformata in un racconto quotidiano per la community milanese?
Molto piacere, io sono Dalila e mi occupo della pagina instagram @ilsenzaglutineamilano. All’età di 10 anni ho scoperto di essere celiaca e per me, come per molti, inizialmente è stato molto difficile adeguarsi, soprattutto nei momenti di socialità con gli amici in quanto a Milano erano davvero pochissimi i locali che proponevano opzioni senza glutine. Inizialmente utilizzavo la mia pagina instagram come condivisione dei prodotti senza glutine che mi piacevano di più fino all’età di 20 anni, quando grazie al mio fidanzato, ho iniziato ad appassionarmi al mondo del food e ad andare alla ricerca dei migliori posti dove mangiare senza glutine a Milano e in giro per l’Europa. In questi 10 anni dalla mia diagnosi ho scoperto che la mia città, come molte altre, si era davvero evoluta su questa tematica e, ho pensato che condividere questa scoperta con una community potesse essere utile a molti.
All’inizio del percorso, qual è stata la cosa più complicata da capire o da gestire?
La cosa più complicata da gestire è stata sicuramente vivere in serenità cene, merende, pranzi con amici. Purtroppo nel 2010 per molti la celiachia era una malattia quasi sconosciuta, quindi spesso venivo “esclusa” dalla socialità per paura. Mi spiego meglio, ai tempi delle medie, molti genitori tendenzialmente evitavano di invitarmi ai compleanni per paura che potessi stare male e, quindi, mi sono sentita a disagio per diverso tempo.
C’è un episodio che ti ha fatto cambiare prospettiva sul vivere gluten-free, magari uno di quelli che oggi racconteresti nelle tue stories?
La mia prospettiva sul vivere glutenfree è cambiata grazie alla persone che ho intorno, non c’è un momento in particolare ma, da quando ho trovato le persone giuste, tutti hanno iniziato a sapere di più sulla celiachia e le regioni, le città, i ristoratori e il mondo ha iniziato ad evolversi tutto è cambiato.
Nella tua giornata tipo, qual è il momento in cui senti che la celiachia “pesa” di più o richiede più attenzione?
Attualmente? Nessun momento della giornata mi pesa, la vivo davvero con serenità. L’unica cosa che ancora mi pesa è che spesso per vedere amici/famigliari devo sempre cercare locali attrezzati oppure mobilitare tutti ma, fortunatamente ho intorno persone meravigliose che capisco benissimo la mia malattia e non ne fanno un peso.
Milano è piena di proposte food: come vivi il mangiare fuori e quali strategie hai affinato per muoverti in città con sicurezza?
Io amo mangiare fuori, se potessi sarei sempre in giro, adoro conoscere nuove realtà, provare piatti nuovi e ascoltare storie di ristoratori, mi appassiona. Prima di andare in un locale però mi informo, leggo recensioni, chiamo e faccio domande, spesso è necessario armarsi di pazienza soprattutto quando non si tratta di locali prettamente informati sulla tematica ma, cerco di non privarmi mai di un pasto in compagnia.
Da quando condividi e diffondi consapevolezza sulla celiachia a Milano, hai notato cambiamenti o miglioramenti nell’inclusività alimentare della città?
Tantissimi, davvero Milano si è evoluta a grandi livelli sulla celiachia, sono sempre di più i locali che propongono opzioni senza glutine oppure che si trasformano diventando 100% senza glutine, così da non avere alcun tipo di problema riguardo alla contaminazione. Ci sono ancora zone però in cui nessuno ha aperto queste realtà.
C’è qualcosa della celiachia che pensi venga ancora frainteso e che ti capita spesso di dover spiegare?
Sì! ahah Purtroppo molti pensano ancora che esistano gradi di celiachia (ristoratori compresi) e che si possa miracolosamente “guarire” da un giorno all’altro. Cerco sempre di fare informazione senza fare la “sapientina” ma sperando che attraverso le mie parole possano comprendere e magari spiegare a loro volta agli altri.
C’è un locale, un piatto o un piccolo rituale “di conforto” che ti accompagna nella tua vita gluten-free milanese?
Questa è una domanda davvero difficile, ci sono sicuramente diversi locali a Milano che mi porto nel cuore e che mi hanno da sempre accompagnata in tante occasioni di festa nella mia vita.
Se potessi tornare indietro e parlare alla te del passato, cosa le diresti sulla celiachia e su come poi l’hai fatta diventare una forza?
Se potessi tornare indietro me la vivrei con più leggerezza, cercherei di non farne un dramma, mi direi “sarà solo questione di tempo, in futuro i celiaci avranno la loro rivincita”
Guardando alla community gluten-free (online e offline), cosa ti entusiasma o ti dà più energia in questo momento?
Quello che mi entusiasma di più è poter essere d’aiuto a chi sta entrando in questo mondo e non sa come muoversi. Vorrei in cuor mio creare una community unita anche dal vivo quindi il mio progetto del 2026 è organizzare eventi su Milano per poterci vedere e scambiarci aneddoti divertenti sulla celiachia
Conclusione
Dalla sua esperienza emerge una verità semplice ma potente: la celiachia non smette di pesare quando il problema scompare, ma quando non si è più soli a gestirlo.
Nel racconto di Dalila c’è l’evoluzione di Milano, certo, ma soprattutto c’è l’evoluzione di uno sguardo: quello che passa dalla rinuncia alla curiosità, dalla paura alla condivisione. La sua community nasce così, come un gesto pratico e quotidiano di aiuto, e oggi è diventata un punto di riferimento per chi cerca orientamento, fiducia e nuove possibilità nel vivere senza glutine in città.
Storie senza Glutine nasce proprio per questo: per raccogliere voci diverse, esperienze vere, percorsi non sempre lineari ma autentici. E alcune di queste storie meritano di essere seguite anche oltre l’intervista, entrando nei luoghi digitali in cui prendono forma ogni giorno.
L’universo di Dalila è uno di questi.


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